In fuga da Marrakech dentro un quadro colorato. I Jardin Majorelle

Prima di partire per il Marocco non avevamo preso in considerazione la visita ai Jardin Majorelle di Marrakech, nostra ultima tappa prima di tornare in Italia. Erano nella lista Se rimangono TEMPO e SOLDI vediamo anche. Il nostro viaggio era già abbastanza articolato, in soli quindici giorni volevamo attraversare il Marocco da una parte all’altra. Avremmo dovuto sacrificare qualcosa e i giardini erano una di quelle cose.

Inaspettatamente, Marrakech è stata la città del nostro viaggio che ci ha deluso di più, nonostante il nostro entusiasmo. Poco autentica, una grande bancarella per turisti e secondo me con la peggior Medina del Marocco. Ecco cosa penso di Marrakech. Come fanno tutti a dipingerla come un sogno??

Dopo solo poche ore in città e dopo essermi fatta rincorrere da uno che a tutti i costi voleva mettermi in braccio un Cobra, avremmo voluto riprendere la Jeep, fare retromarcia e fuggire di nuovo verso il deserto, lontano da tutti e da tutto.

E in un certo senso lo abbiamo fatto.

Siamo scappati dalla caotica Marrakech e ci siamo rifugiati all’interno del meraviglioso giardino botanico dei Jardin Majorelle, ai quali inizialmente non avevamo dato molta importanza.

Siamo scappati dal frastuono assordante per farci coccolare dal fruscio delle foglie, dal suono dell’acqua che scorre e dal canto degli uccelli, immersi in un profondo Blu Cobalto, il colore del popolo Berbero. Il colore della libertà. Il colore che calma e rilassa.

La storia dei Jardin Majorelle

La nascita del Jardin Majorelle è strettamente legata alla vita di Jacques Majorelle, pittore francese figlio del famoso designer di mobili Louis Majorelle.

Jacques arrivò in Marocco nel 1917 ma lasciò subito il clima umido di Casablanca per raggiungere Marrakech, città dalla quale fu immediatamente sedotto. Nel 1923 decise quindi di stabilirsi qui definitivamente e acquistare un grande bosco di palme che divenne, con gli anni, il Jardin Majorelle che noi oggi conosciamo.

Nel 1931 commissionò all’architetto Paul Sinoir la costruzione della sua casa e del suo laboratorio artistico, in uno stile che combina l’Art Nouveau con lo stile moresco, proprio all’interno di quest’area. Intorno ad esso poi Jacques progettò e realizzò quella che sarebbe diventata la sua opera più importante e l’opera che lo rese famoso in tutto il mondo. Per diversi anni continuò ad arricchire il suo giardino con tutte le piante esotiche che scopriva e collezionava durante i suoi viaggi in giro per il mondo: cactus, palme, bambù, salici piangenti, gelsomino, agavi, ninfee, cipressi, buganvillee, felci.

Come nella composizione di un quadro, Majorelle disponeva nel suo giardino i pergolati, i vasi, le piante, i laghetti e le fontane, facendosi ispirare molto dai giardini islamici che aveva visitato in Marocco. Con gli stessi colori brillanti e potenti che utilizzava nei sui quadri iniziò a colorare anche il giardino e i vari edifici, le grate e i cancelli, la facciata del suo laboratorio, i vasi, le mattonelle.

Jacques Majorelle aprì poi il suo giardino al pubblico nel 1947 ma dopo la sua morte, avvenuta nel 1962 a causa di un incidente, cadde purtroppo in abbandono.

Nel 1980 Bierre Bergè e Yves Saint Laurent, affascinati da questo luogo, lo acquistarono e decisero di salvarlo dal diventare un albergo e riportarlo al suo antico splendore. I nuovi proprietari si trasferirono nella Villa Bou Saf Saf, ribattezzata Villa Oasis, e da quel momento il giardino fu restaurato e furono aggiunte numerose nuove piante, rispettando sempre l’impronta che aveva dato Jacques Majorelle.

Fu inoltre aperto un Museo dedicato alla cultura Berbera in quello che era lo studio di Jacques. Un Museo che presenta una panoramica della straordinaria creatività della popolazione del Nord Africa. La collezione è composta da circa 600 oggetti tra armi, gioielli, tappeti.

Dopo la morte di Saint Laurent, avvenuta nel 2008, Pierre Bergè decise di donare il giardino alla Fondazione Pierre Bergè – Yves Saint Laurent. Le sue ceneri sono state sparse tra le rose di Villa Oasis ed è stato costruito un memoriale in suo onore nel giardino.

I Jardin Majorelle ospitano anche un delizioso Cafè. Un oasi lussureggiante immersa nel verde dove fare una pausa. Il ristorante è sempre molto affollato e non proprio economico, ma credo valga la pena fermarsi anche solo per assaggiare il loro Tè al bergamotto assolutamente da perdere la testa!

Il Giardino è Aperto tutti i giorni dell’anno e il prezzo del biglietto è di 70 Dhs per il solo giardino e di 30 Dhs per il Museo, non proprio economico rispetto ad altre attrazioni in Marocco, ma vi assicuro che sono soldi assolutamente ben spesi!

 

 

 

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