Quello che il mondo ti insegna

Ogni giorno, ognuno di noi, cerca il modo di crescere, di migliorare e dare il meglio si sé. Ognuno ha il suo. Viaggiare, per me, non è solo mettere una bandierina sul mappamondo, ma è soprattutto il percorso che ho scelto come supporto alla mia crescita personale perché è una delle cose che più di ogni altra è in grado di aprirmi gli occhi e la mente su tanti aspetti della mia vita.

Come in tutte le cose, ci è voluto del tempo, ci sono voluti anni, per mettere in pratica, nel mio quotidiano, le lezioni che ho imparato. Oggi ve ne propongo cinque, forse le più importanti, forse quelle che tra tutte hanno contribuito a rendermi una persona migliore.

La vita è più leggera se lasci andare

Sul podio degli insegnamenti che il viaggiare mi ha donato, per brevi o lunghi periodi – non fa molta differenza per me, un viaggio è sempre un viaggio – è che per star bene non ho bisogno di nient’altro che l’essenziale e non ho bisogno della maggior parte delle cose che prima cercavo di comprimere con fatica dentro la valigia, pensando che fossero indispensabili, pena la mia sopravvivenza. Tranne la piastra per capelli, ovvio, a quella non rinuncio mai! 🤦‍

Questa consapevolezza, questa bellissima sensazione di leggerezza, con il tempo, si è riflessa anche nella mia vita di tutti i giorni e nelle mie relazioni ed ha portato inevitabilmente a farmi delle domande.

Quante delle cose che ho accumulato nel corso degli anni hanno ancora un valore nella mia vita? E quante ne conservo solo per paura di lasciare andare il passato? Quanto tempo sto sprecando dietro a persone che nella mia vita non ci vogliono stare? E quanto dietro a persone che non apportano nulla di positivo nella mia esistenza? Ne vale davvero la pena??

Non è stato un processo immediato e neppure facile ma appena ho iniziato a fare ordine, ma soprattutto appena ho deciso di LASCIARE ANDARE ho capito che non sarei mai più potuta tornare indietro perché quella sensazione mi faceva stare troppo bene! Lasciar andare il superfluo e liberarmi di tutto ciò che non conta è quasi un processo meditativo per me. Fare ordine fuori di me serve tantissimo anche a fare ordine dentro di me e, vi assicuro, è una sensazione bellissima. Provare per credere!

Io posso

Viaggiare è un’esperienza che cambia, che trasforma, che migliora le nostre abitudini sbagliate e il nostro carattere e sono fermamente convinta che sia così. Ma non è solo questo, dal mio punto di vista. Viaggiare porta alla consapevolezza di essere molto più capaci a fare qualsiasi cosa di quanto avremmo mai potuto immaginare. Non è così?

Prendete me come esempio. Capricorno ascendente capricorno. Testarda, pessimista, estremamente introversa e insicura. Ma se ripenso a certe pazzie che ho fatto durante i mie viaggi a volte non mi riconosco.

Già solo il fatto di viaggiare da sola, che per tanti potrà apparire una cosa da nulla, e non lo metto in dubbio, per me ha segnato un grande traguardo nella mia crescita personale un senso di orgoglio mi pervade ogni volta che rispondo: “parto da sola” perché nel mio piccolo sono riuscita ad andare oltre ai miei limiti e incontro, a braccia aperte, a tante paure. Ed è bellissimo perché, è vero, non ho scalato l’Everest con un tacco 18 camminando all’indietro, non ho fatto il giro del mondo cibandomi soltanto di escrementi di topo muschiato del Madagascar, ma ogni mio viaggio è comunque una presa di coscienza che i limiti sono solo nella mia mente e una volta tornata a casa è molto più semplice provare la medesima sensazione ogni singolo giorno della mia vita.

Il viaggio ti cambia davvero, nel modo migliore possibile perché è soprattutto una sfida con te stesso, una piccola scommessa quotidiana. E scommettere su se stessi è sempre una scelta vincente. E poi, siate sinceri, a chi non piace vincere??

La pazienza è la virtù dei viaggiatori

La Pazienza è un vestito difficile da indossare.

Buddha

Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti ma sono certa che la pazienza sia anche una importantissima virtù che ogni viaggiatore deve avere. Io non sono mai stata una persona particolarmente paziente. O adesso o mai più è sempre stato il mio motto. Eppure, viaggiare mi ha insegnato anche questo.

Perdere la pazienza mi sarà utile in qualche modo nel caso il mio volo venga cancellato? O nel caso il mio bagaglio venga smarrito? Lo stress e il nervoso serviranno a qualcosa?

No, non serve a nulla perdere la pazienza, non serve a nulla incazzarsi. Cosa può cambiare? Purtroppo la vita è piena di imprevisti e non va sempre tutto secondo i nostri piani. E’ meglio farsene una ragione, in viaggio come nella vita.

Perché, lo sapete meglio di me, viaggiare non è come si vede nelle pubblicità o su Instagram, tutto perfetto e color pastello. Viaggiare significa anche imprevisti, vesciche ai piedi, cambi di programma, difficoltà a fare la cacca in un bagno che non è il nostro. Ma chi viaggia davvero si rende anche conto che tutte queste grandissime rotture di maroni, tutte queste perdite di tempo, tutte queste attese, non sono tutte inutili. Ed alcune, con il tempo, si iniziano ad apprezzare. Certo, se vi mettete in auto sulla Salerno – Reggio Calabria il giorno di Ferragosto, un po’ ve la andate a cercare…

Non sgranate gli occhi se vi dico che gli imprevisti possono essere una risorsa positiva. Sapete perché ve lo dico? Perché a volte è anche bello non avere il perfetto controllo della nostra vita e lasciare che ci conduca dove vuole lei ed è bello perdere quella che noi crediamo sia la giusta direzione. E ve lo dico perché l’ho provato sulla mia pelle. Innumerevoli volte. Gli imprevisti possono diventare una grandissima opportunità. Ce lo insegna anche il Monopoli. Quindi, prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno, dimenticare la perfezione, rallentate, godetevi il ​​momento e vivetene ogni attimo, assaporatelo lentamente e godere anche degli imprevisti.

Il mondo è pieno di brave persone

Viaggiare è un esercizio che ha conseguenze fatali per i pregiudizi, l’intolleranza e la ristrettezza mentale.

Mark Twain

Pochi giorni fa sono rimasta a piedi con l’auto. Ho forato uno pneumatico in tangenziale. Vigliacco se ci fosse stato qualcuno che si è fermato per aiutare una giovane donzella in difficoltà. Così mi sono dovuta rimboccare le maniche e farlo da sola.

Questo episodio mi ha dato la possibilità di riflettere anche perché tra pochi giorni partirò da sola per l’Isola di Cefalonia ed era inevitabile che mi chiedessi: “Ma se mi dovesse capitare in viaggio? Magari all’estero o in un posto che non conosco? Come faccio?

Poi mi è venuta in mente una frase che Mariel Hemingway pronuncia a Woody Allen nella scena finale di Manhattan: “Bisogna avere un po’ di fiducia, sai, nella gente?” ed ho ricordato che di disavventure, in viaggio, me ne sono capitate innumerevoli ma ho sempre incontrato tantissime persone che mi hanno aiutato senza pensarci due volte e senza che io glielo chiedessi. “Do you need help?” è la frase che più di ogni altra ha rafforzato la mia fede nell’umanità, una fede che stavo un po’ perdendo, ed il viaggio è e continuerà sempre ad essere, per me, un importante esercizio di fiducia. 

Perché se c’è una cosa che ho capito è che se non ci fidiamo degli altri è perché non ci fidiamo nemmeno di noi stessi. Vivere costantemente in allerta, avere difficoltà a lasciarsi andare perché qualche ferita passata ci trattiene, non è un modo per proteggerci dalla sofferenza. Vivere con la quotidiana paura che gli altri ci possano fare del male non significa vivere ma è un modo di allontanarci progressivamente dal mondo e dalle vere soddisfazioni.

Avere fiducia nelle persone, senza che se la debbano guadagnare, non è sinonimo di ingenuità ma un grandissimo atto di amore, soprattutto verso noi stessi, perché in questo modo invece di sentire quella stretta alla gola di preoccupazione e sfiducia, sentiremo quella bellissima sensazione di ottimismo e serenità. Cosa preferite?

Non c’è posto come a casa

Viaggiare è un’esperienza profondamente gratificante ma alla fine credo non ci sia niente di più bello di tornare a casa, non siete d’accordo con me? In fondo io amo la mia routine, la colazione al mattino, la birra con gli amici, le docce interminabili, la spesa settimanale, le maschere al viso fatte in casa, il rumore delle unghie del gatto sul divano.

Si, stare lontano da casa per un po’ di tempo mi fa apprezzare anche le cose più noiose e che in genere detesto fare. E soprattutto mi fa apprezzare le cose che ho, piuttosto che focalizzare la mia attenzione su ciò che non ho. 

Basta un piccolo viaggio per permettermi di guardare la mia vita da una prospettiva diversa da quella a cui sono abituata e farmi scoprire il valore di ogni aspetto di essa, anche quello che in apparenza sembra il più banale. E che poi alla fine, banale non lo è mai.

E voi? Quali sono le cose che avete imparato viaggiando? Quali sono i più grandi insegnamenti che vi hanno cambiato la vita?

 

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2 thoughts on “Quello che il mondo ti insegna

  • Reply Silvia 5 Maggio 2018 at 19:38

    Come niente succede per caso nell’universo è meraviglioso che ti abbia incontrato!! non ti avevo ancora conosciuto e mi sembra di conoscerti da sempre perche è esattamente quello che provo quando inizio un viaggio da sola.. quando affronto quotidianamente i miei limti, ci parlo me li faccio alleati e via.. si parte per una nuova avventura!! Il viaggio puo essere anche in casa e viaggiando nella nostra mente…Ho trovato una nuova amica.. Grazie Grazie Grazie!!Da qui in avanti ti seguiro sempre..

  • Reply Silvia Bonini 7 Maggio 2018 at 8:49

    Grazie mille a te, Silvia! Non sai quanto mi facciano piacere le tue parole! E non sai quanto mi faccia piacere aver toccato il cuore di qualcuno e poter condividere le stesse sensazioni! La giornata ha un profumo nuovo, adesso! A presto!

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