Irlanda: Glenveagh, un giardino nella brughiera

Le strida dei falchi che riecheggiano in una brughiera di aspra bellezza, dove ripide colline coperte di erica, agrifogli, muschi, scendono fino ad un silenzioso lago dalle acqua grigio – azzurre e ad immense distese di acquitrini ricchi di giunchi e torba.

Siamo in Irlanda, nel Glenveagh National Park, un’eccezionale area protetta di 165 kmq, creata nel 1984 fra i monti Derryveagh e il Lough Beagh: una delle zone più selvagge e incontaminate della contea di Donegal, nell’estremo Nord Ovest d’Irlanda.

Eppure qui, in questa landa deserta, dove corrono libere lepri, volpi, tassi e cervi, si trova anche un giardino lussureggiante, con piante esotiche giunte dal Sud America, dalla Cina, dalla Tasmania e cespugli di rododendri in fiore che contornano e ingentiliscono un rude castello solitario, scenograficamente costruito in riva al lago.

Un gioiello botanico dalle tristi origini

Incantevole e grandioso allo stesso tempo, questo paesaggio ha però un’origine tragica.

A metà Ottocento, infatti, questa landa, ora disabitata, accoglieva decine di famiglie di pastori e agricoltori che, insediati in misere abitazioni, riuscivano a trarre dalla brughiera solo le poche risorse necessarie per sopravvivere.

Ma nel 1857 le terre vennero acquistate da un certo John Adair, speculatore irlandese, che volle costruire qui un castello con tenuta di caccia. In contrasto con i contadini, Adair decise che il modo più efficace per risolvere ogni contenzioso era quello di cacciarli. I contadini, spogliati di ogni cosa, furono costretti ad emigrare in Australia o a finire in ospizio.

Morto Adair nel 1884, l’immensa tenuta e il castello furono ereditati dalla moglie di lui, l’americana Cornelia Ritchie. La vedova volle creare accanto al castello un giardino che assunse via via un carattere sempre più sontuoso.

Le combinazione di piogge abbondanti, un clima mai troppo freddo e senza grandi escursioni termiche, suolo acido e ricco di torba, si dimostrò infatti adatta per la coltivazione di piante esotiche e rare. Questa bella impresa botanica fu poi perfezionata e condotta a termine dal successivo proprietario che, oltre a nuove piante, aggiunse ai viali e ai belvedere di Cornelia un giardino italiano, un cintato e un’orangerie.

Tripudio di essenze esotiche

Così oggi, nel cuore della brughiera, fiorisce uno dei giardini più belli d’Irlanda: felci, aceri del Giappone, noccioli del Cile, magnolie, iris, peonie e rododendri contornano statue portate dall’Italia o da Bali.

Molto bella è la passeggiata di circa due chilometri che dall’ingresso del parco conduce al castello costeggiando il lago e gli acquitrini. Come da non perdere è la salita al belvedere affacciata sul giardino, con un panorama spettacolare sul castello e sulla vallata del Lough Beagh.

Con equipaggiamento adatto, si può anche percorrere il resto del parco alla ricerca dei branchi di cervi che vi vagabondano liberi.

Glenveagh Castle, da salotto del bel mondo a patrimonio accessibile a tutti

Rallegrato dal giardino e dal lago sul quale si affaccia, Glenveagh Castle si presenta all’esterno come un maniero di granito grigio. Il suo aspetto severo ricorda le antiche torri del Medioevo irlandese.

Dopo un periodo di abbandono, in seguito alla Grande Guerra, il maniero fu acquistato nel 1937 da un americano di origine irlandese, Henry McIlhenny. Sovrintendente presso il Museo di Belle Arti di Filadelfia, McIlherry arredò gli interni con grande eleganza per accogliere artisti e personaggi del bel mondo.

Donato nel 1984, insieme alla tenuta, allo stato irlandese, il castello, che ha mantenuto integra la raffinata collezione di mobili e quadri, è stato quindi aperto al pubblico.

Sono possibili solo visite guidate, negli stessi orari di apertura del parco: durano circa mezz’ora e il costo è di 7 euro. L’entrata al parco invece è completamente gratuita.

Per tutte le informazioni visitate il sito ⇒ http://www.glenveaghnationalpark.ie/ oppure scrivete una mail a glenveaghbookings@ahg.gov.ie

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