48 ore a Berlino

Città moderna, poliedrica, funzionale e in continua evoluzione. Berlino merita un soggiorno lungo per essere compresa in tutte le sue sfumature. Anzi, forse uno solo non basta.

La prima volta che ho visitato Berlino, decisi di fermarmi per 10 giorni, e sono certa di non aver visto e apprezzato tutto quello che questa città è in grado di offrire.

Ora ho avuto l’occasione di tornare per un week-end. Non ho voluto sprecare questa opportunità quindi ho organizzato il mio tempo alla perfezione.

A Berlino c’è un numero incalcolabile di cose da fare e da vedere. Quindi se state pensando di visitare la capitale tedesca e avete un calendario molto rigido come il mio vi consiglio di mettere a punto un programma preciso e pianificare un itinerario.

Ecco qualche prezioso consiglio per voi.

Primo Giorno

Soggiornando nella zona Mitte di Berlino ho deciso di iniziare il week-end con una bella passeggiata mattutina al Parco di Tiergarten, il polmone verde di Berlino. Da qui ho raggiunto il Jüdisches Museum, il Memoriale dell’Olocausto, sosta obbligata per un momento di riflessione. I blocchi di calcestruzzo sono organizzati secondo una forma ortogonale e sono interamente percorribili. Un monumento di forte impatto emotivo, peccato che molti turisti non si rendano conto di dove si trovino e del significato di questo monumento e lo usino per giocare a nascondino e fare schiamazzi.

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Lasciato il Memoriale mi incammino verso Potsdamer Platz, il più sorprendente esempio di come, negli anni Novanta, il rinnovamento urbano abbia potuto trasformare Berlino nella Nuova Berlino di oggi. Raggiungo poi il Sony Center, avveniristica struttura moderna. Consiglio la visita di sera, quando sul crepuscolo si accendono le luci multicolori.

Avevo fame, ero stanca e volevo riposarmi. Ho deciso di mangiare qualcosa, e da buona amante della birra,  mi sono fermata al Lindenbrau, ristorante panoramico in Postdamer Platz, proprio all’interno del centro commerciale. Non amo in genere questo tipo di locali. La prima impressione che si ha è, infatti, quella di un posto eccessivamente turistico, a causa della sua posizione e dei menù multilingue. In realtà il cibo è buono e i prezzi sono contenuti. La birra, poi,   è eccezionale! Di contro, il personale non è molto cordiale, ma questo atteggiamento si può riscontrare spesso a Berlino!

Finito di pranzare mi rimetto in cammino verso Checkpoint Charlie, noto punto di passaggio negli anni della guerra fredda. Durante il percorso vi consiglio di cercare le vecchie tracce del Muro. Infatti, il vecchio complesso è spesso segnalato da una linea di ciottoli con inserti in rame, con la scritta Berliner Mauer 1961 – 1989.

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Arrivo a Checkpoint Charlie, ormai meta puramente turistica. Un senso di profonda tristezza mi pervade nel vedere un sito di questo valore storico in mano ad un gruppo di pagliacci travestiti da soldati che cercano di spennare i turisti per un paio di foto fasulle e finti passaporti con visti dell’epoca. Non è da meno il vicino Museum Haus am Checkpoint Charlie, mostra molto didascalica e senza alcun ordine cronologico o espositivo del periodo post seconda guerra fino alla caduta del muro. L’archivio è straordinariamente interessante ma l’esposizione è davvero disorganizzata.

Proseguo la mia camminata verso il Museumsinsel, l’Isola dei Musei, uno dei più grandi complessi museali del mondo, considerata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Altes Museum, Neues Museum, Alte Nationalgalerie, Pergamonmuseum e Bode Museum sono importanti raccolte archeologiche. Se avete intenzione di visitare i musei vi consiglio di acquistare una Berlino WelcomeCard, per usufruire degli sconti sulle attrazioni turistiche e l’uso gratuito dei mezzi pubblici per 72 ore. Con questa tessera potrete entrare gratuitamente in tutti i musei dell’Isola dei Musei.

Oltre ai cinque musei, sulla Museumsinsel si trovano anche il Berliner Dom, la bellissima cattedrale di Berlino. Una vera e propria esplosione di Barocco! Nonostante non apprezzi il fatto di dover pagare per visitare una Chiesa, il maestoso duomo di Berlino merita davvero una visita. La grandezza dell’edificio si riflette anche all’interno, riccamente decorato ed impreziosito da elementi di gran pregio. Bellissimo l’altare neo-barocco in marmo bianco, splendide le vetrate raffiguranti scene della vita di Gesù e spettacolare l’organo antico, uno dei più grandi del paese, che se siete fortunati potrete avere l’occasione di ascoltare. Salendo poi 270 gradini si raggiunge la sommità della cupola che permette di godere di un panorama stupendo sul fiume Spree e sui tetti della capitale tedesca.

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Secondo Giorno

Decido di prendere la metropolitana e arrivo nella East Side Gallery, lungo tratto (1,3 km) del Muro di Berlino che si trova in Mühlenstrasse, nella ex Berlino Est. È la più lunga galleria d’arte all’aperto al mondo e ospita oltre cento dipinti murali originali. Alcune tra le opere più famose sono diventate popolari soggetti da cartolina. È il caso, per esempio, di The Mortal Kiss di Dimitrji Vrubel, che raffigura Erich Honecker e Leonid Breznev che si baciano sulla bocca, e Test the Best, di Birgit Kinder, che mostra una Trabant, l’auto-simbolo dell’ex Germania Est, che sfonda il muro.

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Da qui mi incammino verso Alexanderplatz. A vederla così non sembrerebbe ma Alexanderplatz è stata il cuore pulsante di Berlino. Cosmopolita, frenetica, chiassosa. Alex, così la chiamano affettuosamente i berlinesi, è sicuramente una delle piazze più famose della capitale tedesca nonché punto nevralgico della vita quotidiana dei suoi abitanti. Alexandeplatz ora è un immenso piazzale disordinato attraversato da strade e binari di tram e contornato da brutti edifici, ereditati da un passato più o meno lontano. L’edificio più famoso della piazza è sicuramente la Fernsehturm, la Torre della Televisione. Se avete tempo di salire armatevi di grande pazienza per la notevole coda. Io vi consiglio di prenotate precedentemente su Internet. Vi sconsiglio invece di mangiare al Restaurant Sphere. L’effetto è sicuramente scenografico ma il ristorante non vale assolutamente ciò che promette. Il personale è molto frettoloso, i cibi sono presentati come piatti ricercati di alta cucina, ma non sono all’altezza neanche di un medio ristorante. Non lasciatevi abbindolare. Vale sola la visita!

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Proseguo verso l‘Unter den Linden, il bellissimo viale dei Tigli, lungo quasi 2 chilometri, che collega la Porta di Brandeburgo allo Schlossbrücke, il Ponte del Castello.

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Pausa pranzo al Treffpunkt Berlin. Trovato quasi per caso, si è rivelato una scelta azzeccata. Pietanze tradizionali tedesche, birra eccezionale, personale gentile e prezzi decisamente alla portata di tutti.

Da qui poi ho camminato fino alla Porta di Brandeburgo, l’imponente Arco Neoclassico simbolo della città, e poi ho raggiunto il maestoso Reichstag.  L’edificio, dopo esser stato in parte distrutto dallo storico incendio del 1933 che determinò la caccia ai comunisti da parte di Hitler, è stato meravigliosamente restaurato. Oggi è sede del Bundestag, il Parlamento della Germania federale. Le visite al Reichstag devono essere prenotate e  possono riguardare sia le parti dell’edificio quanto la terrazza e la cupola. Sono gratuite ed è possibile prenotare a questo link http://www.bundestag.de/htdocs_e/visits/

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Approfittando della bella giornata attraverso nuovamente il Tiergarden e faccio tappa al famoso KadeWe, il più grande magazzino berlinese, autentico paradiso dello shopping di lusso. Non voglio perdere molto tempo qui e mi incammino verso il Kaiser Wilhelm Memorial Church, il Dente Cariato di Berlino, chiesa situata nel quartiere di Charlottenburg. Qui si respira un’atmosfera quasi surreale e ci si sofferma a riflettere su cosa le guerre comportano. Emozione pura genera il contrasto tra vecchio e nuovo, tra la vecchia chiesa bombardata e il campanile  modernissimo costruito accanto.

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La giornata volge quasi al termine. Mi incammino stanca ma soddisfatta verso l’Hotel e ne approfitto per fare una passeggiata lungo la Kurfurstendamm, la strada dello shopping, che negli anni ’20 sicuramente era la via più all’avanguardia per mode e tendenze. E come non fermarsi a bere il migliore espresso di Berlino al Grand Cafe Cappuccino di Petroccelli? La bellezza di 3,50 per un caffè. Ma li vale tutti.

 

 

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